Water Team, impresa ad alta velocità. Intervista con il Fondatore

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personale dell' azienda Water Team

Deborah Annolino e Pier Claudio Busignani fondatore Water Team srlUn’intervista a 360 gradi con  il fondatore di Water Team srl, l’ing. Pier Claudio Busignani, imprenditore dal ’78 . Cosa rappresenta oggi Water Team nel mercato italiano ed estero? Un’azienda resiliente, evoluta e sempre al passo con l’innovazione: 46 anni di attività alle spalle e l’impegno verso un miglioramento continuo a beneficio dei dipendenti e del territorio.

Imprenditore si nasce o si diventa?

L’imprenditore deve avere certe caratteristiche di base che bisogna saper cogliere. Tali caratteristiche nascono dentro di noi e sono principalmente tenacia, perseveranza, miglioramento continuo. A questo aggiungiamo la capacità di organizzare e individuare a scaletta delle priorità rispetto agli obiettivi che ci si pone.

Qual è il primo e l’ultimo pensiero della sua giornata lavorativa?

Il primo pensiero è ripassare la scaletta degli obiettivi e il programma della giornata, senza agire in modo improvvisato ma in modo organizzato. L’ultimo pensiero della giornata o meglio domanda che mi pongo è se ho ottenuto tutti gli obiettivi che mi sono prefissato. E ancora qual è il programma di domani. Per dirla breve è un “pensare” senza sosta.

Quanto aiuta lo sport nella vita e nel lavoro?

Moltissimo. Da ex calciatore, amo andare in bicicletta poiché è uno dei pochi sport che consente di pensare. In bici arrivano idee ed anche le soluzioni. Mentre pedali il cervello attiva un pensiero creativo. Se hai un ritmo molto veloce, anche il pensiero deve essere commisurato alla velocità del momento, ed accresce la capacità di analisi, perchè viene irrorato con più sangue.

Water Team srlQual è stata l’esperienza legata al business per lei più soddisfacente?

Il progetto macro più importante è la “Water Team”, realtà che ho fondato e con cui desideravo proporre al mercato non singole soluzioni ma un’unica soluzione integrata. Perché l’optimun è il risultato della combinazione connessa dei migliori elementi di volta in volta individuati. Per questo oggi in Italia e sulle scene internazionali siamo tra i pochi che hanno studiato una soluzione integrata, ottenendo il successo sperato. Siamo orgogliosi quando grossi gruppi incalzati da grosse multinazionali esprimono la volontà di rimanere legati a Water Team perché capaci di rispondere alle loro esigenze.

Il business non è tutto. È così?

È una questione di progetti aziendali. Noi creiamo un fatturato che soddisfi le nostre esigenze e quindi crei valore aggiunto che consente di essere all’avanguardia nella tecnologia, nella produzione, nei processi, nei risultati. Un fatturato che soddisfi l’ottenimento dei requisiti dei nostri prodotti, requisiti che il mercato ci richiede. La nostra tecnologia sempre in linea con le normative italiane ed internazionali ci danno quel valore aggiunto, anche economico. Infine che supporti la soddisfazione, in senso lato, proporzionale a chi contribuisce al suo raggiungimento.

Qual è il rapporto con i dipendenti?

Uno degli aspetti organizzativi fondamentali è quello di creare il gruppo ed è una finalità che va perseguita usando tutte le proprie forze e tecniche. Oltre al carisma bisogna capire qual è il momento per chiedere un nuovo sforzo e il raggiungimento di nuovi risultati. Importante è che ciascuno ragioni e operi in modo integrato e per l’azienda, nella consapevolezza che la sua soddisfazione deriva dall’azienda e suoi risultati.

L’ imprenditore come un padre di famiglia. Si riconosce in questo modello?

Assolutamente sì ed è ciò che differenzia gli imprenditori italiani da quelli tedeschi o cinesi, dove la creatività e la fantasia vengono rimpiazzati dall’esecuzione del compito con precisione. Anche essere troppo creativi non è la soluzione giusta, occorre trovare e operare con equilibrio fra la creatività, la soddisfazione e saper leggere il risultato per attivare il miglioramento. In sintesi occorre conoscere bene le proprie forze, i mezzi a disposizione per tarare i giusti obiettivi.

Cosa migliorerebbe dell’azienda?

Ciò che è difficile è smantellare sono i “clan” nei vari reparti. Per fare un vero lavoro di squadra bisogna abbattere queste coalizioni. La critica deve essere sempre costruttiva. Il miglioramento deve essere continuo. Bisogna cogliere i bisogni e se possibile anticiparli. Fare l’imprenditore è come fare il giocatore di scacchi: bisogna saper anticipare le mosse per cogliere le opportunità che verranno. Il modo di agire deve essere strategico, le mosse ragionate. Capire quali mezzi abbiamo a disposizione e fin dove possiamo arrivare.

Chi sente di voler ringraziare?

Sicuramente a mia mamma che mi ha insegnato a diventare la persona che oggi sono. Il metodo educativo? Non mi spiegava molte cose ma mi stimolava ad osservare, studiare il suo comportamento e modo d’agire e imparare. Se arriva un dipendente e gli insegni tutto in modo teorico e subito, non imparerà nulla; il primo input che trasmetto a chi entra a far parte del nostro team è: guarda ed impara.

L’esempio è quello che conta e bisogna sforzarsi di essere coerenti.

Intervista a cura di Deborah Annolino AD Communications

 

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